Gianfranco Ferraro

Il signor Sindaco e la Città futura




Ora vi racconto una storia.

C’era una volta, in terra Grecanica, un piccolo villaggio chiamato Bronziace.

A capo di questo villaggio c’era il Signor Sindaco, un uomo dal cuore impavido e compassionevole, che non riusciva ad accettare in nessun modo ciò che stava accadendo alla sua gente. Quasi tutti i suoi cittadini, infatti, in preda ad una grande disperazione, poco per volta, avevano deciso di andare via, alla ricerca di un futuro migliore, abbandonando alla propria sorte quel meraviglioso villaggio.

“Il Futuro…” pensava il Signor Sindaco “Cosa posso fare io per creare un futuro sereno nel cuore del mio popolo?”

Un bel giorno prese tutte le forze a sua disposizione e con grande determinazione decise che quel posto non solo avrebbe coccolato l’animo dei pochi rimasti, ma avrebbe persino dato la possibilità di sognare e realizzare una vita piena di gioia anche a chi questa vita era stata negata.

Decise, così, di aprire case e botteghe ormai abbandonate e di metterle a disposizione di quelle persone che con grande dolore fuggivano dalle guerre insensate dei propri villaggi, affrontando interminabili viaggi, per terra o per mare, con in mano solo tanta speranza.
Mescolando razze, pensieri e colori, come fosse una pozione magica, una sorta di alchimia, il Signor Sindaco costruì, dunque, la Città Futura.

E come per incanto, dopo poco tempo il villaggio era di nuovo pieno di vita e di speranza. Si vedevano qua e là bambini di culture ed etnie diverse giocare e sognare insieme…

Passa la palla Abdul…vai a destra Amin, eccola Cosimo…tira, tira, tira…goooaaalll…

E chi non riusciva a farsi capire con la propria lingua? Nessun problema, il Signor Sindaco aveva pensato anche a quello.
Le maestre, ormai da tempo assopite, si diedero nuovamente da fare mettendo a disposizione dei nuovi arrivati tutta la loro sapienza e offrendo loro tempo, dedizione e amore.

E sapete cos’altro fece quell’uomo bizzarro?

Decise di rendere Bronziace un villaggio non solo multi etnico e colorato, ma anche molto pulito, anzi il più pulito di quella terra Grecanica.
Il Signor Sindaco mise a lavoro tutti, persino i cavalli dei poveri…gli Asini.
Si, avete capito bene, proprio loro…gli Asini!

E a capo degli Asini il Signor Sindaco non poteva che mettere l’uomo più pazzerello, solitario e taciturno di tutto il villaggio, Biase, che insieme ad alcuni dei nuovi arrivati, agli asini e ai carretti, tutti i giorni passava di casa in casa per ritirare i rifiuti…

Ti raccomando fai selezionare accuratamente tutto, la carta con la carta, la plastica con la plastica, etc… perché bisogna riciclare tutto, diceva il Signor Sindaco a Biase.

Immaginate che gioia per i più anziani, una fatica in meno: alla immondizia ci pensava Biase!

Chiaramente il vento ci mise poco a far girare questa notizia. Così da tutto il mondo accorsero curiosi a vedere la magica trasformazione di quel villaggio e a capire come il VELENO, A VOLTE POSSA TRASFORMARSI IN MEDICINA.

Non fu per nulla facile per il Signor Sindaco negli anni a venire.
I cattivi dei villaggi vicini, forse per invidia o forse per interesse, cercarono in tutti i modi di dissuaderlo e, a volte, persino di intimidirlo.
Fortunatamente, però, non ci riuscirono. Dopo avere assaporato la gioia che solo l’Arte del Dare può generare, il Signor Sindaco e i suoi fidati amici non sarebbero mai più tornati indietro.




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